“Pulizia dei denti”. Tutto ciò che c’è da sapere sulla detartrasi. – Parte 2 –

Gli esperti del settore la chiamano “Detartrasi”, per i comuni mortali è semplicemente “pulizia dei denti”,

Nella prima parte del nostro articolo abbiamo capito quanto un paio detartrasi all’anno, posso essere fondamentali per la nostra salute orale. A questo vediamo come dovrebbe svolgersi una seduta di igiene dal dentista.

Chi mette mano alla tua bocca? 

La detartrasi può essere fatta solo dal dentista o dall’igienista dentale e dura circa 15/ 30 minuti.

Fa male?

No se non qualche fitta, ma dipende dai casi.
Nella prima visita è spesso possibile osservare nelle radiografie degli accumuli di tartaro tra un dente e l’altro, sotto il livello delle gengive. In questi casi se l’igienista non insiste bene tra un dente e l’altro, al controllo successivo quel tartaro sarà ancora tutto lì, vanificando la detartrasi. In questi casi bisogna per forza “appesantire” un po’ la mano. Poi c’è il paziente che non sente nulla lo stesso. Ma il più delle volte in questi casi qualche fitta si può sentire.
In questi casi, piuttosto che resistere, chiedi di fare un po’ di anestesia nei punti più sensibili, ma non condannare a priori l’operatore!

E dopo, cosa fa?

Per evitare che dopo la detartrasi i denti si macchino subito e per prevenire la deposizione e la ritenzione di placca è quindi bene che alla fine della seduta di igiene vengano utilizzati dei gommini o delle pastine lucidanti, che eliminino la ruvidità superficiale dei denti.

Pulire da soli la bocca non è affatto una cosa semplice..

Tra saluti, preparazione del paziente, pulizia meccanica, smacchiamento e lucidatura finale è probabile che tre quarti d’ora siano già volati via…Avanti il prossimo? Assolutamente no!
Nel corso di una seduta di igiene c’è una fase che ha la stessa importanza della parte operativa ed è il tempo che l’igienista deve prendersi per dare le istruzioni di igiene, se è la prima detartrasi, o per rimotivare e correggere i pazienti, se si tratta di una seduta di richiamo.
Esistono un sacco di gadget e sistemi per far capire al paziente se sbaglia qualcosa nel pulire la bocca:
• modelli giganti di bocche muniti di spazzoloni didattici per mostrare la tecnica manuale
• spazzolini elettrici dimostrativi per i pazienti che vengono indirizzati a questo sistema molto efficace per l’igiene domiciliare
• pastiglie rivelatrici di placca, che se masticate dopo l’igiene ti possono mostrare dove hai dimenticato della placca colorandola di fucsia
• campioni di filo interdentale o scovolini per mostrare come utilizzarli e scegliere quelli più adatti alla propria conformazione orale
• idropulsori, conosciuti anche come “doccette”, che l’igienista può suggerire, spiegandone l’utilizzo, a chi deve pulire ponti o spazi difficilmente raggiungibili.

A questo punto avrai un sorriso brillante e tutti gli strumenti per mantenerlo pulito e sano. Prendersi cura della propria bocca vuol dire prendersi cura di se stessi e noi ne abbiamo fatto una missione!

Dott. Dylan

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